Fondo per la Repubblica Digitale, al via 350 milioni di euro in 5 anni

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Dal Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale arriva il Fondo per la Repubblica Digitale: 350 milioni di euro in 5 anni, dalle Fondazioni di origine bancaria per finanziare progetti di accompagnamento della Transizione Digitale.

Il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale – Vittorio Colao – il Ministro dell’economia e delle finanze – Daniele Franco – e il presidente di Acri – Francesco Profumo – hanno siglato un protocollo d’intesa che definisce le modalità d’intervento del Fondo per la Repubblica Digitale, con l’obiettivo di accrescere le competenze digitali degli italiani, sostenendo progetti rivolti alla formazione e all’inclusione digitale.

In base a quanto analizzato dalla Digital Economy and Society Index (DESI) della Commissione Europea, il 58% della popolazione italiana tra i 16 e i 74 anni (26 milioni di cittadini) non ha le competenze digitali di base, rispetto al 42% della media Ue.

Questo pone il problema di allinearsi a quanto si evince dalla media europea, con un intervento forte e deciso, per attivare progetti e facilitare il raggiungimento di un maggiore livello di digitalizzazione per gli italiani.

Il Fondo Repubblica Digitale – istituito con decreto-legge 152/2021 art.29 (convertito con modificazioni dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233) – selezionerà progetti da finanziare tramite bandi, a cui potranno partecipare soggetti pubblici, privati senza scopo di lucro e soggetti del Terzo settore, da soli o in partnership. Particolare attenzione verrà riservata alla valutazione d’impatto dei progetti realizzati.

Come funzionerà la governance del Fondo?
Ci sarà un Comitato di indirizzo strategico di 6 componenti, designati pariteticamente dal Governo e da Acri, cui è attribuito il compito di definire le linee strategiche, le priorità d’azione, la verifica dei processi di selezione e di valutazione dei progetti, e un Comitato scientifico indipendente, a cui è affidato il compito di monitorare e valutare l’efficacia ex post degli interventi finanziati. Entro sei mesi verrà individuato un soggetto attuatore del Fondo, che si occuperà di tutte le attività operative, come la redazione dei bandi, l’istruttoria ex ante delle proposte di progetto, la loro selezione e approvazione, le attività di comunicazione.

 

Fonte: Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale